Week in Weird: L'esperienza alle Ashmore Estates col Nick Groff Tour

© Dana Matthews.
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Il team di Week in Weird, dopo la loro esperienza al Bobby Mackey's Music World e all'Ohio State Reformatory. ha partecipato anche all'investigazione svoltasi alle Ashmore Estates. Ecco la loro recensione! L'articolo originale lo trovate cliccando qui.

 

"AD INDAGARE LA STORIA OSCURA E LE LEGGENDE PIÙ TETRE DELLE INFESTATE ASHMORE ESTATES IN ILLINOIS.

 

L'Ashmore Estates rappresenta tutto quello che un manicomio infestato dovrebbe essere: imponente, isolato e preceduto da un'intesa ed oscura storia. Questo aprile, insieme a Nick Groff di 'Ghost Adventures' e a Chad Lindberg, abbiamo avuto la fortuna di visitare ed investigare questo intimidatorio edificio rosso costruito su una una collina e siamo stati immediatamente colpiti dal suo palpabile e spesso travolgente legame con il passato.

La storia:

 

Nato come ospizio, l'Ashmore Estates venne costruito nel 1916, servendo come struttura funzionante a tutti gli effetti fino alla fine degli anni '80, quando chiuse i battenti a tempo indeterminato. La terra, in origine, faceva parte della Coles County Poor Farm, una casa per i poveri e i malati di mente operante dal 1857 al 1869. Sfortunatamente, ben presto risultò essere meno un rifugio e più un incubo per i più bisognosi, le cui condizioni vennero descritte come davvero deplorevoli. Velocemente, la struttura divenne non solo un posto antigienico, ma anche alquanto pericoloso.

I registri parlano di 32 decessi avvenuti tra il 1870 e il 1879, anche se si suppone che, sul posto, nel corso degli anni ce ne siano stati centinaia non documentati. Al tempo, l'edificio veniva descritto come affetto da "muri infestati dai parassiti", ventilazione inappropriata e "sciami di mosche ovunque", il che lo rendeva inimmaginabile come posto in cui vivere. Dal 1911 le condizioni peggiorarono al punto che la struttura fu condannata ufficialmente dallo State Board of Charities, che ne citò la mancanza di impianti idraulici e protezione antincendio, con ulteriori note riguardo ai malati di mente che venivano lasciati vagare liberamente per l'edificio.

© Dana Matthews.
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Il nuovo capitolo della mitologia dell'Ashmore non venne aperto fino al 1916, anno in cui venne costruito un nuovo ospizio. Per anni, uomini e donne avevano lavorato nella fattoria vicina in cambio di vitto e alloggio e per un po' l'ospizio sembrò aver lenito le proprie ferite del passato offrendo ai più bisognosi un rifugio sicuro e pieno di speranza. Nel 1959 quel breve ma luminoso capitolo venne chiuso quando l'Ashmore Estates venne di nuovo venduto, riaprendo i battenti in veste di ospedale psichiatrico. Non durò a lungo. Ben presto divenne sovraffollato e, anche a causa dei pochi finanziamenti per la ristrutturazione, chiuse definitivamente nell'aprile del 1986.

© Dana Matthews.
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L'investigazione:

 

E' difficile descrivere la sensazione che si prova mentre si passeggia in un edificio che per diversi anni ha portato a tanti sia speranza che sofferenza. Molte delle persone che sono venute ad Ashmore per far luce sulle storie di fantasmi sono state colpite da una varietà di risposte emotive, e una ragazza ha addirittura percepito una forza invisibile graffiarle la schiena mentre esplorava il secondo piano. Ovviamente, è stata un'esperienza alquanto emozionante per parecchi visitatori, considerando la storia dell'edificio e delle persone che sono vissute e morte dentro le sue mura.

© Dana Matthews.
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Quando è capitato a me di camminare lungo i corridoi vuoti dell'Ashmore Estates, ho provato ciò che posso solo descrivere come un misto di attrazione e forte sensazione di essere respinta dall'edificio. In altre parole, si tratta di un posto bizzarro che sembra avere un certo effetto sulle persone curiose e abbastanza coraggiose da trascorrere un certo periodo di tempo al suo interno.

© Dana Matthews.
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Non posso fare a meno di ritenere che l'effetto strano che le persone subiscono dall'Ashmore Estates abbia perfettamente senso se si considera la sua storia. Alcune delle vite vissute all'interno della struttura furono felici, alcune altre furono orribili. Quelle emozioni sono ancora palpabili, imbevute come sono nel calcestruzzo, nei mattoni e nella malta ovunque si guardi. E' come se l'Ashmore Estates fosse due facce della stessa medaglia, e bisogna prendere in considerazione il fatto che durante un'indagine non si ha la minima idea di quale lato di essa si potrebbe incontrare.

© Dana Matthews.
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Durante la nostra indagine, nella notte, alcune persone, tra cui noi stessi ed un'esperta investigatrice del paranormale, Cynthia Campbell, sono state travolte dal forte odore di alcol in punti (e posti) casuali. Dopo che Stephanie Hartman della S & M Paranormal ha fatto luce sullo strano fenomeno, esso ha costituito, a mio parere, la prova più interessante tra quelle raccolte.

 

Stephanie e suo marito, Mike Hartman, avevano rinvenuto un vecchio articolo di giornale che spiegava di come, ad un certo punto della storia di Ashmore, la maggior parte dei pazienti e dei detenuti della struttura abbia sviluppato alcolismo. In realtà, quasi tutti erano affetti da una sorta di dipendenza da alcol acquisita tramite l'abuso di alcolici come via di fuga. Per tutta la notte, sempre più gente ha continuato a sentire quest'odore strano nonostante non fosse consentito bere nell'edificio, con in più il fatto che all'evento non era presente alcun tipo di bevanda alcolica.

© Dana Matthews.
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Entro la fine dell'indagine sono stati catturati molti EVP interessanti, e parecchia gente ha avuto qualche personale "discussione" con l'altro lato. Alcuni dei migliori consigli dati durante la serata sono arrivati da Chad Lindberg di 'Ghost Stalkers', che ha detto ad un agitato investigatore, spaventato che i fantasmi potessero seguirlo a casa, 'Vai a casa e lavati i vestiti, perché a volte è possibile portarsi un posto a casa con sé'. Ho pensato che fosse un interessante consiglio per rendere chiaro il concetto, sia fisicamente che emotivamente, e cioè quello di lasciarsi un posto alle spalle una volta messo piede fuori dalla porta.

© Dana Matthews.
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Dopo un paio di settimane di riflessione, sono giunta alla conclusione che tornerei ad Ashmore Estates senza ombra di dubbio, se non altro per continuare ad esplorare tutte le sue strane complessità. E' una location la cui superficie è ancora caratterizzata da così tanta storia che quando si cammina attraverso i suoi corridoi non si può fare a meno di connettersi ad essa ad un livello più profondo. Il proprietario dell'Ashmore Estates, Robbin Terry, ha fatto un lavoro di restaurazione incredibile, un processo che è ancora in corso, e i suoi volontari non sono solo ben informati sulla proprietà, ma la loro passione per la sua storia è decisamente contagiosa. Così contagiosa, infatti, che ci si potrebbe sentire spinti dalla voglia di lavarsi i vestiti quando si ritorna a casa."

Traduzione & Impaginazione: Francine.

Revisione: Gwen.